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Il tamadà

A capotavola in Georgia siede il tamadà
Come ogni orchestra che sia tale ha immancabilmente il proprio direttore, in Georgia a tavola è d'obbligo il tamadà, ovvero quella figura che ha il compito di dirigere il banchetto con brindisi che vengono accompagnati da frasi d'augurio assai simboliche e di buon auspicio, tutta la tavola segue con devozione i discorsi del buon tamadà, discorsi il cui auspicio viene esortato con una bevuta.
In realtà il compito segreto del tamadà (ruolo che tutti sanno ma nessuno ammette), è quello di far ubriacare tutti, nessuno può sottrarsi perché il tamadà è sempre così astuto da riuscire a capire i soggetti che ha difronte e di conseguenza a proporre dei brindisi ai quali sottrarsi sarebbe una vera e propria offesa, visti i valori nobili e leali contenuti nell'auspicio proposto dal tamadà stesso o dai suoi aiutanti
Nella filmografia si trovano diversi esempi di questo subdolo stratagemma creato ad arte per  indurre qualcuno a bere contro la propria volontà, l'esempio più classico lo troviamo nel film “I proiezionista”, quando Beria (Giorgiano) propone ad una giovane donna in servizio, di bere al compagno Stalin, sapendo che questa ad un tale brindisi non avrebbe potuto sottrarsi e da li a poco avrebbe finito con l'ubriacarsi “concedendosi” ad una notte focosa.
Il compito del tamadà è indubbiamente subdolo, esso e i sui complici si fanno scherno di nobili principi per giustificare in bere (quest'ultimo il vero scopo), è un po il gioco dell'ubriaco che da solo non beve per non passare per alcolizzato, sia nei confronti di terzi che psicologicamente per essere apposto con se stesso, quindi a tavola si crea questo pretesto per bere ed essere apposto con la coscienza.
Nelle grandi occasione è d'uso e costume scegliere un tamadà “importante”, che sia una persona colta e letterata, in grado di formulare discorsi belli ad impeccabili, e non per ultimo il tamadà dovrà essere una persona autorevole e rispettata, tutto questo per far si che nessuno avrà la forza psicologica di sottrarsi ai brindisi, solo in questo modo si avrà quindi la certezza di raggiungere lo scopo preposto. Visto il numero cospicuo dei partecipanti alle tavolate delle grandi occasioni, il tamadà qualora non fosse sufficiente, può nominare degli aiutanti i quali presidieranno ogni tavolo affinché tutti parteciperanno alle allegorie nel più tradizionale dei modi.

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