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Georgia
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Missione cattolica

Batumi: Ex chiesa cattolica, ora ortodossa
Batumi
Ex chiesa cattolica, ora ortodossa

La Georgia è un paese prettamente cristiano e le sue origini come la sua storia fondano le proprie radici nella cristianità, nell'insegnamento biblico e in valori nel mondo cristiano universalmente riconosciuti e condivisi.
Persino nell'apice della istituzione di stato, sta incisa la cristianità di un popolo: Nella effigie della attuale bandiera georgiana, sono incisi i simboli della cristianità a testimonianza della fede del popolo georgiano, essendo questa una riedizione del vessillo crociato, un vessillo che in Georgia assunse un significato profondo quando nel 1300 il popolo georgiano concorse alla liberazione del Santo Sepolcro, atto sentito come gesto di reverenza nei confronti del pontificato il quale acconsentì all'invio di missionari Francescani e Domenicani su richiesta della regina Russudan, che nel 1236 si  rivolse al papa Gregorio IX omaggiandolo de titolo di “Padre e Signore di tutti i cristiani”. In quel periodo storico la Georgia subiva il martirio degli “infedeli” Mongolo-Tartari, che in più riprese inflissero devastarono e misero al sacco l'intero paese.
La Georgia, nonostante la sua storia travagliata, ha mantenuto la propria fede cristiana difendendosi dalle varie indigenze e invasioni da parte di Persiani, Arabi, Turchi, Mongolo-Tartari che in vari periodi storici ambirono a queste terre.
La missione cattolica in Georgia, è sempre intervenuto con opere di bene e di alto valore sia sociale che spirituale, conservando e promulgando l'identità cristiana di un paese a noi fratello, la storia tuttavia ci insegna che suddetto operato non sempre trovò i giusti presupposti e vita facile, a tal proposito citiamo ad esempio l'operato di Padre Cristoforo Castelli che nel 1631, motivato da opere di bene, giunse nelle terre di Georgia subendo ben due saccheggi da parte dei briganti locali, e una volta arrivato a destinazione il potentato locale, pretese d'essere omaggiato come si conviene ad un sovrano, infischiandosene degli accaduti.
La Chiesa cattolica, nonostante le varie vicissitudini, ebbe tuttavia un riscontro nei fedeli e nell'insegnamento profuso, un riscontro che tutt'oggi è tangibile nei luoghi preposti al culto, luoghi che in epoca più recente, sono stati costretti ad interrompere la propria funzione “spirituale” a seguito dell'ateismo profuso durante l'epoca sovietica.
Con in crollo dell'Unione Sovietica i luoghi di culto, come anche i “segni” della fede religiosa, hanno finalmente riassunto la propria importanza all'interno del tessuto sociale, nei giovani è ritornato un forte senso di fede, anche spinto da valori patriotici che in questo periodo vengono presi a pretesto dalla “propaganda” sostenuta dagli Stati Uniti, “propaganda” che vede nella unità linguistica e di fede, l'unità nazionale contro le regioni secessioniste filo russe.
La missione cattolica in questo contesto si è ritrovata con le gambe spezzate, essendo stata usurpata dei propri “venerandi” luoghi di culto per opera proprio dei fratelli ortodossi appartenenti alla Chiesa autocefala locale, fratelli che sul piano “diplomatico”, sorridono e porgono la mano all'operato della missione fraterna, ma nel concreto ostacolano in modo sistematico l'operato della missione cattolica che nell'area è anzitutto presente con iniziative di alto valore sociale.
L'usurpazione dei luoghi di culto, riguarda innanzitutto due importantissime chiese, quella di in stile gotico a Batumi (sita in via Tavdadebuli, 51 D) fondata per opera del cattolico Costantin Zoubalashvili, e quella della “Immacolata Concezione” a Kutaisi, quest'ultima al suo interno, conserva ancora l'effige vaticana, scolpita a rilievo nel marmo della balconata posta sul lato dell'ingresso, dove sono presenti anche dei bellissimi angeli che raffigurano l'annunciazione del vangelo.
La restituzione di questi luoghi di culto alla missione cattolica, non rappresentano un fattore di grande importanza come invece può essere rappresentato da un segno autentico di fratellanza da parte della chiesa ortodossa locale, che purtroppo “attualmente” sembra essere ben lontana da quei valori che dovrebbero accomunarci.
La chiesa ortodossa, sta operando facendo “terra bruciata” attorno a quella cattolica, usando ogni bugia e ogni mezzo per ostacolare l'operato dei “fratelli” impiegati principalmente in opere di grande valore sociale per un paese ridotto in ginocchio da anni di infauste vicissitudini a livello politico, arrivando persino a minacciare di scomunica i propri pastori che intrattengono relazioni con la missione cattolica (come se questa fosse il “Demonio”), e nel contempo facendo la “bella faccia” sul piano diplomatico svolto dalle alte cariche.
I sacerdoti di rito ortodosso preposti nei luoghi di culto, stanno ad osservare i fedeli in pellegrinaggio con che verso si fanno il segno della croce, e tale “osservazione” è ancor più insistente in quei luoghi un tempo adibiti al rito cattolico, tale attenzione alla “simbologia” della cristianità viene poi delusa in quello che invece è la sostanza dei valori cristiani profusi che dovrebbero essere in qualche cosa che ci accomuni.
A tal proposito, suggeriamo a tutti i turisti di rito cattolico in “pellegrinaggio” in questa magnifica terra, di andare innanzitutto a omaggiare con la propria presenza, quei luoghi di culto un tempo cattolici e ora usurpati, sarà un piccolo gesto di devozione che non potrà passare inosservato!

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