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Kutaisi: Tamarri
Kutaisi
Tamarri

Da piccolo, il georgiano, fu ammaliato dall'immagine di un suo vicino, un suo concittadino che con testa alta e fare talmente superbo da apparire “nobile”, scorreva la strada in una sgargiante Volga 21 dai colori tenui e dalle cromature brillanti, con quella sua statuetta a forma di alce posta in “punta”, fatta di un acciaio così brillante da risplendere persino di notte con il riflettere la luce diffusa anche di una sola stella.
“Da grande, sarò anch'io come lui”, questo aveva pensato il georgiano nel vedere chi raggiunto i vertici più alti della nomenclatura comunista formata da meritevoli quali dotti, professori e una cerchia ristretta di membri “significativi” per il Partito, sfoggiava con dignità il proprio “lusso”, attenendosi comunque ad un atteggiamento elegante e riverente nei confronti altrui, cosa invece ben diversa per il georgiano dei nostri tempi, che di bassa estrazione sociale, emigrante e manovale, rientrando in patria, per vanto, sfoggia in pubblico l'auto “straniera” (innomarka) acquistata per due soldi (in quanto facente parte di quel parco dell'usato deprezzato, che nonostante le buone condizioni, in Europa non è più in regola con le nuove normative a tutela dell'ambiente e quindi non può più circolare se non con restrizioni), scaturendo i commenti degli anziani vicini di casa: “L'hai visto? Che lusso, questa è già la seconda auto, l'anno scorso aveva la Passat...”.
Per il georgiano l'automobile, simboleggia “il negro che si libera dalle catene”, ed è per questo che la domenica lo si vede sfrecciare in strada incurante delle regole e dei pedoni che attraversano sulle strisce, incurante sia per “superba”, ma soprattutto per ignoranza, avendo questi ricevuto la patente o in regalo per il compleanno, oppure acquistata.
Durante la settimana, chi ha qualche soldo in più per la benzina, eccolo scorrere con il suo bolide in atteggiamento arrogante lungo la strada e di tanto in tanto picchiettare un paio di colpi sul clacson per attirare l'attenzione o per avvertire della sua presenza chi come lui in strada sfreccia incurante; Tra chi invece di soldi per la benzina non ne ha, troviamo anche gente proprietaria di più veicoli, costrette per ironia della sorte, a starsene seduti a bordo strada con un po' d'invidia a vedere gli altri sfrecciare.

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