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Georgia
Georgia

Emigranti

Georgiani brava gente
Georgiani brava gente

La popolazione georgiana, nella fattispecie la classe più giovane, ha pensato bene di risolvere i propri problemi sociali ed economici, abbandonando la nave (smammando), ovvero emigrando in massa in altri paesi, in primis le mete predilette risultano essere: Russia, America, Italia, Canada, Spagna, Germania.
La Georgia è ricca di enormi stabilimenti abbandonati durante il crollo dell'Unione Sovietica, capannoni e fabbriche oramai in stato di ruderi, per i quali nessuno in tutto questo tempo si è preso la libera iniziativa di recuperarli per farci dentro qualcosa, nemmeno dei semplici pollai! I georgiani preferiscono starsene a bordo strada a mangiucchiare semi di girasole, o a giocare a nardi aspettando che un “padrone” (che non arriverà mai) appaia e li prenda con se a lavorare.
Il popolo georgiano, per la maggior parte, non è in grado di auto gestirsi, non essendo questi capaci d'organizzarsi autonomamente: Privi di un “padrone” non riescono a “inventarsi” un impiego o un qualsiasi tipo d'occupazione (andavano bene durante l'URSS!), ecco quindi che spontaneamente la popolazione maschile è emigrata all'estero per andare a lavorare come bracciati e manovali in nero e irregolari, mentre le donne, senza andare tanto per il sottile, si vanno a maritate - con l'ausilio di internet e agenzie - , in Europa o America, con quella classe sociale che altrimenti sarebbe stata costretta a rimanere scapola a vita.
Mentre per i giovani, una volta racimolato il denaro necessario (5000 euro) per pagare le organizzazioni specializzate nell'immigrazione clandestina all'estero, lasciare il paese risulta cosa fattibile, per i più anziani non è così, dato che risulterebbero d'intralcio per i propri figli all'estero nelle vesti di immigranti irregolari e clandestini.
Il tasso di emigrazione è così elevato che nel giro di breve, se le cose non cambieranno, in patria non rimarrà più nessuno! Nei villaggi come nelle città, non solo in ogni casetta ma addirittura in ogni famiglia troviamo un qualcuno che non c' è più, un qualcuno che ha abbandonato il proprio paese tentando la fortuna all'estero.
Gli emigranti in numero assai cospicuo, inviando dall'estero denaro in patria alle proprie famiglie, provocando un fenomeno inflazionistico non indifferente: I grande flusso di valuta straniera (euro o dollari) giungendo in Georgia, fanno si che i negozianti adeguino i prezzi dei prodotti “interni” (ortaggi, formaggi, frutta e verdure) alle disponibilità economiche delle persone messe meglio economicamente, ovvero quelle che pur non producendo nulla (senza un' occupazione), vivono per mezzo del denaro inviatogli dai parenti o familiari all'estero; Tutto ciò va a creare un forte danno a chi parenti all'estero non ne ha: La moneta interna pur essendo “forte”, da quando iniziò il fenomeno di immigrazione, ha perso dieci volte il proprio potere d'acquisto sui prodotti locali, rovinando pensionati che ora non possono più far affidamento sulla propria pensione e quei pochi lavoratori che si vedono percepire salari insufficienti per una vita decorosa, e che quindi non appena ne avranno l'occasione, anche loro “abbandoneranno la nave” andando all'estero per alimentare il vortice.
La moneta forte, è un fenomeno “curioso” per un paese allo sfascio, un fenomeno dettato dalle semplici leggi della finanza, che costringono il “lari” ad essere supervalutato proprio a causa del forte sbilancio rispetto il ritorno della propria moneta locale circolante all'estero (nullo), e il fiume di denaro che in valuta estera giunge in Georgia per mano degli emigranti all'estero, senza che in Patria non venga prodotto nulla.
Qualora vi fosse un investitore pronto a puntare sulla Georgia creando occupazione (nonostante la popolazione in gran parte inetta), questi verrebbe da subito disincentivato da una moneta locale forte: Ecco quindi che nessuno attualmente “punta” sulla Georgia se non a livello di aiuti umanitari o militari al fine di trarre dalla sua un vantaggio geopolitico.

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